martedì 18 dicembre 2012

All ricerca del mostro ...

Adirato nell'assistere a tale proscenio , Joseph raccolse il suo zaino e si diresse verso casa.

Sgomentato corse il più veloce possibile , quando con il piede incappò in una trappola che lo trascinò per metri facendolo poi rinvenire a testa in giù.

Dopo alcuni minuti di dondolamento si ritrovò davanti a se un gruppo di nani , i quali armati di pigne non facevano altro che prenderlo come bersaglio.

Finito il divertimento il capo dei nani gli domandò chi fosse , con voce rauca lui rispose : Joseph , mi chiamo Joseph , abito nel villaggio accanto ed ero di passaggio solo per raccogliere qualche frutto , ma a due miglia da qua ho incontrato il mostro della foresta e sono scappato per paura che mi ammazzasse.

I nani slegarono il buon Joseph e partirono alla ricerca del mostro della foresta.

Dopo due miglia esatte si imbatterono proprio davanti a questo colosso , era più largo che lungo e faceva un fetore mai sentito prima.

La puzza che emanava il mostro era la sua arma , la usava per difendersi dagli attacchi di chi lo voleva morto , bastava essere raggiunti dall'odore per perdere immediatamente la vista , per poi svenire ed essere divorati senza pietà.

I nani attirarono l'attenzione del mostro , il quale di corsa cercava di raggiungerli , una volta vicino a loro sprigionò il suo odore acre , ma i nani con una splendida mossa si fecero inseguire nel fiume rendendo così l' odore inesistente , lo attaccarono da sott'acqua facendogli perdere l'equilibrio e lo uccisero portando così al villaggio una riserva di carne per tutto l'arco dell'anno.

martedì 4 dicembre 2012

La natura e la nullità ...

E giunse il sorgere del sole , un sole opaco che si nascondeva dietro alle nuvole e cercava spiragli muovendosi con i suoi piccoli e deboli raggi.

La giornata incominciò così in affanno ed era solo l'inizio di una lunga ed interminabile agonia composta da nubi e gelo che non parevano proprio intenzionate a cercare altri lidi.

Alberi e piante che cercano di avvicinare i propri rami a se stessi per trovare il calore delle ultime foglie rimaste attaccate , ma con scarso risultato perchè il vento le spazza via con niente facendo crollare così l'unica possibilità di salvezza da parte loro.

Arde dentro ad essi la voglia di ammirare il sole sprigionarsi delle potenti nubi e incollare il proprio calore su cotanta flora inerme , ma il desiderio era talmente intenso che al suo sfumare fece di ogni singolo una semplice e triste nullità .