Alla visione di tale bellezza Freddy rimase inerme , non ebbe più controllo alcuno dei suoi movimenti e pensieri , di conseguenza si lasciò trasportare dal silenzio.
Nulla a più serviva tornare indietro e tentare di impossessarsi del perduto , ma non gli rimaneva altro che ponderare sull'accaduto e sognare di ritornare al momento del suo passaggio.
Ad ogni rumore che udiva , voltava lo sguardo sperando di incrociarla , ma senza ottenere il risultato sperato , così sempre più sconsolato si lasciò abbattere dalla depressione del momento che piano piano lo stava annientando.
Ormai era come una malattia e non c'era momento che il suo pensiero non si soffermasse sull'accaduto , pensava che il tempo fosse l'unica cura possibile , ma anche questa cosa risultò inefficace.
L'unica maniera per Freddy di combattere questo suo limite è quella di non fermarsi al momento opportuno , ma di affrontare le cose sul nascere perchè è prendendole di petto che si ottengono.
lunedì 29 ottobre 2012
giovedì 25 ottobre 2012
IL TESORO DI RE CRISTOFAN
In una calda e afosa giornata d'estate , Curth e altri quattro suoi amici sono prigionieri di una caverna grazie al crollo di una parete rocciosa che ha chiuso ogni via di fuga.
I cinque ragazzi non sono andati nella caverna oscura per gioco o perchè non sapevano come trascorrere la giornata , ma ci sono andati per impossessarsi del tesoro di RE CRISTOFAN.
RE CRISTOFAN è stato capo della città di Zarka situata in Giordania e grazie alle numerose battaglie e guerre vinte contro i popoli nemici è riuscito ad impossessarsi anche delle loro fortune.
Narra qualche vecchio studioso che proprio nella caverna oscura RE CRISTOFAN abbia nascosto tutti i suoi beni che raggiungono un valore inquantificabile.
L'aria all'interno della caverna va a scemare sempre di più impedendo in parte ai ragazzi di scavare con tutte le forze per proseguire la rotta che li porterebbe dritti al tesoro nascosto.
Arriva la notte e per fortuna la temperatura cala anche all'interno della caverna facendo respirare meglio i giovani che imperterriti continuano a scavare sempre di più.
Passa la notte e dopo avere riposato si ricomincia a picconare la parete , ma all'improvviso Curth intravede in una crepa una piccola lucina , cerca di scrutare un qualcosa che lo aiuti a capire , ma è talmente accecante che gli fa male alla vista , allora ai ragazzi non resta altro che scavare con più foga e di picconata in picconata oltrepassano il muro , ma ad attenderli al di là non c'era nessun tesoro , nessun lingotto , nessuna cassa piena di monete d'oro , di armature e di armi , ma bensì una pergamena con scritte tutte le battaglie vinte dal RE CRISTOFAN , con una nota finale : << la salute , la gioia e l'amore sono le ricchezze più grandi al mondo , senza di queste il denaro è il nulla >>.
I cinque ragazzi non sono andati nella caverna oscura per gioco o perchè non sapevano come trascorrere la giornata , ma ci sono andati per impossessarsi del tesoro di RE CRISTOFAN.
RE CRISTOFAN è stato capo della città di Zarka situata in Giordania e grazie alle numerose battaglie e guerre vinte contro i popoli nemici è riuscito ad impossessarsi anche delle loro fortune.
Narra qualche vecchio studioso che proprio nella caverna oscura RE CRISTOFAN abbia nascosto tutti i suoi beni che raggiungono un valore inquantificabile.
L'aria all'interno della caverna va a scemare sempre di più impedendo in parte ai ragazzi di scavare con tutte le forze per proseguire la rotta che li porterebbe dritti al tesoro nascosto.
Arriva la notte e per fortuna la temperatura cala anche all'interno della caverna facendo respirare meglio i giovani che imperterriti continuano a scavare sempre di più.
Passa la notte e dopo avere riposato si ricomincia a picconare la parete , ma all'improvviso Curth intravede in una crepa una piccola lucina , cerca di scrutare un qualcosa che lo aiuti a capire , ma è talmente accecante che gli fa male alla vista , allora ai ragazzi non resta altro che scavare con più foga e di picconata in picconata oltrepassano il muro , ma ad attenderli al di là non c'era nessun tesoro , nessun lingotto , nessuna cassa piena di monete d'oro , di armature e di armi , ma bensì una pergamena con scritte tutte le battaglie vinte dal RE CRISTOFAN , con una nota finale : << la salute , la gioia e l'amore sono le ricchezze più grandi al mondo , senza di queste il denaro è il nulla >>.
venerdì 12 ottobre 2012
Zamala e Tahin
Immerso tra le dune del deserto , Tahin cercava disperatamente da bere , era ormai notte e il calare del sole abbassava di non poco la temperatura rendendo così ancora più arduo il suo cammino.
Ormai allo stremo delle forze non gli rimaneva altro che restare aggrappato al suo cammello e farsi trasportare verso una terra piena di vita che pareva ancora molto distante.
Tahin è un ragazzo di quindici anni che è fuggito dal suo paese per trovare fortuna altrove , con se ha il suo cammello , il corano e otto monete d'oro che per un ragazzo della sua età equivalgono a tanta fortuna.
Per tutta la notte viaggiò seguendo le stelle e in mattinata all'albeggiare raggiunse un piccolo villaggio dove stramazzò a terra e riposò qualche ora.
Al risveglio trovò accanto a se un tavolino con sopra una ciotola d'acqua , del pane e della frutta così da potersi saziare un pò.
Dopo aver mangiato Tahin uscì dalla tenda , erano le due del pomeriggio e il sole batteva forte sul deserto Kalahari , la sua sabbia era bella rovente ma a differenza degli altri deserti era rossa.
Poco distante scorreva il fiume Kuiseb dove al suo arrivo si tuffò senza esitare un secondo di più , fece una bella nuotata e ne approfittò anche per lavarsi.
All'uscita dal fiume Tahin venne raggiunto da una dolce e tenera voce , era Zamala << riposato bene >> ?!
Il ragazzo annuendo in silenzio capì che lo splendore che si ritrovava davanti era colei che l'aveva accolto facendolo dormire , bere e mangiare.
Io mi chiamo Zamala e tu?! << Tahin >> rispose imbarazzato il ragazzo , e così ripresero il cammino verso casa dove pranzarono.
Il ragazzo chiese a Zamala il perchè vivesse in una zona del genere , povera e senza possibilità di sviluppo sia dal punto umano che lavorativo visto che non passava nessuno da quelle parti , Zamala alzò gli occhi al cielo e rispose << l'impresa non è possedere una cosa solo perchè ti cade dal cielo , ma lo è quando la possiedi con forza e fatica >> .
Ormai allo stremo delle forze non gli rimaneva altro che restare aggrappato al suo cammello e farsi trasportare verso una terra piena di vita che pareva ancora molto distante.
Tahin è un ragazzo di quindici anni che è fuggito dal suo paese per trovare fortuna altrove , con se ha il suo cammello , il corano e otto monete d'oro che per un ragazzo della sua età equivalgono a tanta fortuna.
Per tutta la notte viaggiò seguendo le stelle e in mattinata all'albeggiare raggiunse un piccolo villaggio dove stramazzò a terra e riposò qualche ora.
Al risveglio trovò accanto a se un tavolino con sopra una ciotola d'acqua , del pane e della frutta così da potersi saziare un pò.
Dopo aver mangiato Tahin uscì dalla tenda , erano le due del pomeriggio e il sole batteva forte sul deserto Kalahari , la sua sabbia era bella rovente ma a differenza degli altri deserti era rossa.
Poco distante scorreva il fiume Kuiseb dove al suo arrivo si tuffò senza esitare un secondo di più , fece una bella nuotata e ne approfittò anche per lavarsi.
All'uscita dal fiume Tahin venne raggiunto da una dolce e tenera voce , era Zamala << riposato bene >> ?!
Il ragazzo annuendo in silenzio capì che lo splendore che si ritrovava davanti era colei che l'aveva accolto facendolo dormire , bere e mangiare.
Io mi chiamo Zamala e tu?! << Tahin >> rispose imbarazzato il ragazzo , e così ripresero il cammino verso casa dove pranzarono.
Il ragazzo chiese a Zamala il perchè vivesse in una zona del genere , povera e senza possibilità di sviluppo sia dal punto umano che lavorativo visto che non passava nessuno da quelle parti , Zamala alzò gli occhi al cielo e rispose << l'impresa non è possedere una cosa solo perchè ti cade dal cielo , ma lo è quando la possiedi con forza e fatica >> .
giovedì 11 ottobre 2012
Il Boscaiolo di Krafla ...
Al calare del sole non restava altro che attendere l'avvicinarsi della notte , che trasportata da lunghe soffiate di vento incuteva sempre più timore da parte di Haller.
Haller boscaiolo di Krafla piccola città situata a Nord-Est dell' Islanda sedeva accanto al camino per riscaldarsi dal gelido inverno che stava imbiancando tutto quanto.
Nevica tutta notte e al risveglio Haller si trova davanti a se uno scenario stupendo , la strada si confonde con la foresta e il fiume Pjòrsà non si nota più a causa della ghiacciata che lo ha ricoperto.
Haller decise così di armarsi del suo trapano manuale e forare il ghiaccio che ricopre il fiume per poi iniziare a pescare.
Dopo qualche ora il cesto era colmo di splendidi salmoni e decise di fare rientro verso casa , ma nel mentre viene fermato da un passante che gli domanda dove potesse trovare della legna per riscaldarsi , il giovane Haller gli rispose << se mi accompagna a casa gliene darò quanta ne vuole >> , così salì sulla slitta trainata da due bei cani e si diressero verso casa.
All'arrivo Haller diede qualcosa da mangiare e da bere ai cani affamati , mentre il passante cominciava a caricare la legna nel retro e a fianco della slitta.
A lavoro terminato Haller invitò a bere una tazza di vino caldo al passante visto che fuori la temperatura era quasi di -30° ed erano solo le due del pomeriggio , dopo di che si fece pagare la legna e lo accompagnò all'uscita di casa dove fuori ad attenderlo c'erano i suoi inseparabili cani e una strada lunga e ghiacciata per cento miglia.
Contento della pesca e del guadagno ricavato dalla vendita della legna il buon Haller cominciò a cucinare i salmoni appena pescati , li pulì uno ad uno e li mise a cuocere a bordo camino , il profumo invase la casa e i gattini ebbero la loro parte da mangiare.
Il salmone e il vino erano squisiti e al termine della cena Haller prese la scorta della legna e la mise in camino ad ardere per addormentarsi accanto ad esso.
Haller boscaiolo di Krafla piccola città situata a Nord-Est dell' Islanda sedeva accanto al camino per riscaldarsi dal gelido inverno che stava imbiancando tutto quanto.
Nevica tutta notte e al risveglio Haller si trova davanti a se uno scenario stupendo , la strada si confonde con la foresta e il fiume Pjòrsà non si nota più a causa della ghiacciata che lo ha ricoperto.
Haller decise così di armarsi del suo trapano manuale e forare il ghiaccio che ricopre il fiume per poi iniziare a pescare.
Dopo qualche ora il cesto era colmo di splendidi salmoni e decise di fare rientro verso casa , ma nel mentre viene fermato da un passante che gli domanda dove potesse trovare della legna per riscaldarsi , il giovane Haller gli rispose << se mi accompagna a casa gliene darò quanta ne vuole >> , così salì sulla slitta trainata da due bei cani e si diressero verso casa.
All'arrivo Haller diede qualcosa da mangiare e da bere ai cani affamati , mentre il passante cominciava a caricare la legna nel retro e a fianco della slitta.
A lavoro terminato Haller invitò a bere una tazza di vino caldo al passante visto che fuori la temperatura era quasi di -30° ed erano solo le due del pomeriggio , dopo di che si fece pagare la legna e lo accompagnò all'uscita di casa dove fuori ad attenderlo c'erano i suoi inseparabili cani e una strada lunga e ghiacciata per cento miglia.
Contento della pesca e del guadagno ricavato dalla vendita della legna il buon Haller cominciò a cucinare i salmoni appena pescati , li pulì uno ad uno e li mise a cuocere a bordo camino , il profumo invase la casa e i gattini ebbero la loro parte da mangiare.
Il salmone e il vino erano squisiti e al termine della cena Haller prese la scorta della legna e la mise in camino ad ardere per addormentarsi accanto ad esso.
mercoledì 10 ottobre 2012
IL GIOVANE ADONE
Un giorno umido di metà Ottobre , quattro amici si trovarono per andare a fare una passeggiata nel bosco dove trascorsero la maggior parte della loro infanzia.
Ares , Febo , Selene e Demetra pianificarono una giornata all'insegna della raccolta di funghi .
Rifugiati in una vecchia baia abbandonata attendevano con ansia che il violento temporale cessasse , ma ottenendo uno scarso risultato , decisero di mangiare qualcosa al sacco per poi addormentarsi subito dopo .
Il giorno seguente Demetra svegliò tutto il gruppo per andare a girovagare così nel bosco approfittando della cessata pioggia.
Ares e Febo si vestirono e partirono per il bosco alla ricerca di funghi e di qualche cacciagione .
Ares come da buon Dio della guerra possedeva qualsiasi tipo di arma come archi , spade e fucili.
La giornata passa piacevolmente anche grazie ai raggi del sole che infiltrandosi tra i rami asciugano fiori e foglie di alberi bagnati dal violento acquazzone.
Selene e Demetra nel frattempo si sono recate al torrente per lavare i panni sporchi e cercare qualche pezzo di legna non troppo bagnato dove poter cucinare in serata.
Intanto dietro la vallata Febo non amante della caccia animale si da un gran da fare e riempe sempre di più il sacco con profumati e morbidi funghi , mentre Ares imperterrito scocca frecce e fa fuoco su rispettivi volatili e lepri.
Giunta sera , contenti della caccia i due sparvieri si recano così verso casa dove ad attenderli ci sono le due donzelle le quali hanno già provveduto all'accensione del fuoco.
Ares e Selene pulirono per bene la cacciagione la posarono sul braciere mentre Febo e Demetra pulirono e cucinarono i funghi , facendo innalzare così un profumino invitante che fece accorrere qualche contadino della zona.
Ares apparentemente scontroso puntò l'arco verso il contadino e gli impose di allontanarsi pensando che fosse un gendarme in cerca solo di rubare cibo e denaro.
Febo calmò l'amico e disse al contadino << avete fame , accomodatevi >> , il contadino incredulo e imbarazzato si sedette sul ciocco di legna ancora umido e mangiò con disinvoltura qualsiasi cosa gli mettessero sotto la bocca.
Mangiando e bevendo il vino Selena domandò al giovane contadino il suo nome , lui arrossendo anche per la bellezza della Dea della Luna gli rispose << Adone >> , sì sono colui che è fuggito ad Afrodite e dalle grinfie di Persefone , detto questo il giovane fuggì forse impaurito che Selene potesse essere una donna maligna come Afrodite e Persefone.
Il giorno dopo gli amici tornarono verso casa , oltre la vallata e scorsero in mezzo alle foglie di un cespuglio una gamba , Febo alzo i rami ed estrasse il giovane tutto infangato , sì era proprio Adone.
Privo di vita Adone venne cremato su dei rami e spinto lungo il torrente , il giovane fu ucciso da un cinghiale e non si capì se fu per colpa della gelosia di Persefone o di Ares amante di Afrodite.
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